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VINO 2009: Grande soddisfazione fra gli operatori

by The Italian Trade Commission
  NEW YORK
March 03, 2009
 
 
In un clima di grande soddisfazione si e' conclusa a Miami VINO 2009, la Settimana del Vino Italiano negli Usa, inaugurata lo scorso 24 gennaio a Boston e che ha visto la sua tappa principale a New York.

"Sicuramente VINO 2009 e’ l’evento che mancava negli Stati Uniti, in particolare a Manhattan – ha detto Aniello Musella, Direttore Esecutivo dell'ICE di New York in occasione dell'inaugurazione dell'evento - E' la principale operazione di promozione dei vini italiani dell'ultimo decennio. E' stato un grosso intervento fatto nei confronti della distribuzione americana, quindi di importatori, distributori, dettaglianti, ristorazione e anche della stampa specializzata".

Complimenti ai promotori dell'evento - ICE, Ministero dello Sviluppo Economico e le regioni Abruzzo, Calabria, Lombardia, Toscana e Veneto - da parte del produttore vinicolo Giovanni Bonmartini-Fini: "Sono cinque anni che noi vendiamo il vino in America e devo dire che sono molto ben impressionato da questa iniziativa. Se questo e' il primo evento organizzato dall’ICE in un momento di recession come l'attuale, devo dire che ho delle aspettative molto buone per l'anno prossimo e gli anni che seguiranno".

Pensiero condiviso anche da altri partecipanti. "Per quella che e' la mia esperienza, e' stata una manifestazione di una portata grandissima, uno spiegamento di forze al quale sinceramente non ero abituato. Non avevo mai assistito a niente del genere", ha commentato Fausto Emilio Albanesi, proprietario dell’Azienda Agricola Torre dei Beati, Loreto Arputino, Pescara.

L'evento ha riscosso il successo delle aziende vitivinicole italiane e degli importatori/distributori americani non solo per l'ottima organizzazione, ma soprattutto per la formazione offerta agli addetti ai lavori. Seminari di approfondimento e incontri di degustazioni a tema hanno caratterizzato le tre tappe statunitensi. "Questo e' un mercato che risponde molto bene all'educazione e all'approfondimento sul vino - ha spiegato Leondardo Locascio, Presidente dell'azienda di importazione-distribuzione Winebow - Secondo me questa e' una delle cose vincenti del tour, non e' la solita degustazione. La gente vuole capire, vuole approfondire, vuole parlare con gli esperti del settore, vuole sentire piu' campane. Direi che questa dei seminari e' sicuramente una strada molto indovinata".

Positivo il giudizio della Lombardia – Carlo Alberto Panont direttore del Consorzio Oltrepo Pavese: "Per la Lombardia, e l'Ascovilo (Associazione dei Consorzi Vino di Lombardia) che rappresento, l'esperienza del Wine Week in Usa 2009 e' stata veramente unica ed ha aperto, secondo noi, un nuovo modo di portare l'Italia e il vino italiano nel piu' importante mercato al mondo. La Lombardia lo ha fatto con le sue bollicine d'eccellenza, Franciacorta e Oltrepò Pavese e con grandi prodotti come il Pinot nero dell'Oltrepò che sono già presenti sul mercato (USA). Cio' non toglie che un appuntamento annuale di questo tipo permetterebbe a tutti di coordinare e migliorare la propria presenza sul mercato americano. Un grazie all'Ice e al al lavoro di tutti"

Sulla stessa onda le dichiarazioni del presidente della Federdoc e noto produttore della Franciacorta Dr. Riccardo Ricci Curbastro: "In un momento in cui a causa della congiuntura economica sarebbe logico pensare ci sia poco da festeggiare ho trovato il mercato americano attentissimo ai Franciacorta. Questo e' un trend che avevo gia' notato negli ultimi anni, peraltro confermato dalle statistiche, che ci ricorda che la voglia e la gioia di vivere non ci abbandonano mai e le bollicine di un Franciacorta sono proprio questo unite alla complessità ed alla finezza di un grande vino bianco. Unitamente al successo del Prosecco credo si stia aprendo una grande stagione americana anche per il Franciacorta."

E' stata un’opportunita' unica nel suo genere sia per le cantine gia' famose sia per i produttori che per la prima volta si sono affacciati sul mercato americano. "Noi siamo un’azienda medio piccola – ha precisato Roberta Bricolo dell'azienda agricola veronese Gorgo di Custoza - Questo tipo di organizzazione e' veramente molto importante per noi, ci ha offerto l’occasione d’incontrare e confrontarci con i professionisti del settore. Abbiamo presentato il nostro nuovo DOCG, un Bardolino. Questa iniziativa ci e' servita molto per farci conoscere". Dello stesso parere anche altri espositori. "Perche’ a noi produttori – ha spiegato Nicodemo Librandi della cantina calabrese Librandi - piace moltissimo lavorare con il consumatore finale, pero' quando c'e' da introdurre i vini sui mercati e' molto importante anche lavorare con gente del trade, con chi ha negozi, ristoranti, con chi lo fa a livello professionale. E devo dire che la concentrazione di operatori del trade in questo evento e' stata incredibile. Io penso che non ci siano stati piu' di due o tre i consumatori finali, il resto erano tutti professionisti del settore, molto interessati, che facevano le domande giuste, che erano alla ricerca di quelle tipicita' che sono presenti in una manifestazione come questa".

Alla Settimana del Vino Italiano hanno potuto aderire anche singole aziende non appartenenti alle regioni promotrici. Come nel caso di alcuni produttori: "Abbiamo riproposto il Lambrusco. Un prodotto fatto come una volta, in un modo tradizionale. Siamo riusciti a imporlo bene nei ristoranti alla moda di New York, come vino al bicchiere, come vino gioioso, come vino che, con le sue bollicine rosse, porta un po' di allegria e felicita'", ha commentato Alberto Medici, responsabile dell'omonima azienda emiliana, a margine di uno dei seminari tenutisi a New York.

Note positive e previsioni ottimistiche per i produttori del "bianco con le bollicine". Infatti, lo sparkling italiano sta guadagnando quote di mercato a discapito del piu' nobile e costoso cugino francese, lo champagne. "Stiamo assistendo a una crescita nella domanda di spumanti italiani da parte degli Stati Uniti - ha sottolineato Francesco Marone Cinzano, presidente della societa' agricola Col D’Orcia Montalcino - Siamo sempre piu' credibili, sempre piu' apprezzati dal palato internazionale".

La crisi economica che ha investito gli Usa e l’Europa sembra spaventare meno alla luce dei positivi riscontri avuti durante la settimana di promozione dei vini italiani. "Diciamo che e' molto importante, forse ancora piu' di prima, unirsi, fare gruppo. – ha sottolineato Patrizio Cencioni, Presidente del Consorzio del Vino Brunello di Montalcino – Bisogna sia consolidare i mercati tradizionali, sia cercare degli sbocchi nuovi in altri mercati. Chiaramente la situazione economica internazionale non e' delle migliori, pero' abbiamo dalla nostra il fatto di uscire in commercio proprio adesso con l'ottima annata del 2004. La nostra forza appunto e' proprio l'incredibile qualita' del vino". Segnali positivi anche dal mondo della ristorazione. "Lo sforzo fatto dalle regioni e dall'ICE e un po' da tutti quelli che credono tantissimo che il commercio deve continuare e' stato enorme", ha commentato Piero Selvaggio proprietario del ristorante Valentino a Santa Monica, California.

E da ultimo, innovazione, come chiave del successo italiano nelle parole di alcuni esperti. "L'innovazione di una certa perfezione nel sapore e nei gusti sono sempre esistite – ha precisato Giuseppe Martelli, Direttore Generale dell'Associazione Enologi Enotecnici Italiani - mancava pero' una tecnologia adatta per poterle far esplodere, per poterle far lievitare. Credo che l'Italia vitivinicola questo risultato se lo merita perche' l'ha conquistato in anni d'intenso lavoro, cercando prima di tutto di migliorare proprio le performances in cantina seguendo una tradizione fondamentale, ma sempre guardando all'innovazione. Perche' come enologi noi pensiamo che, in fondo, che cos'e' la tradizione se non un'innovazione ben riuscita, gradita da quello che noi chiamiamo sua maesta' il consumatore?".

Dello stesso parere il marchese Lamberto Frescobaldi, portavoce dell'omonima azienda fiorentina. "In Toscana piu' che in altre regioni, abbiamo cercato di essere innovativi. Nel rispetto di una nostra tradizione, pero' con un grande spirito innovativo. E questo, specialmente i mercati anglosassoni, ce l'hanno riconosciuto, ci hanno premiato."

Il tour statunitense si e' concluso a Miami dopo un seminario di degustazione che ha visto la partecipazione di oltre 92 produttori italiani e un Grand Tasting tenutosi presso l'Intercontinental Hotel. Sono intervenuti oltre 600 tra importatori, dettaglianti specializzati e ristoratori, oltre alla stampa americana di settore.

La settimana del Vino Italiano negli Usa era iniziata sotto i migliori auspici in concomitanza con il Wine Expo di Boston. Nella capitale del Massachusetts, lo scorso 24 gennaio sono intervenute 85 aziende italiane, la maggiore tra le partecipazioni collettive nazionali presenti fra cui Spagna, Francia e Australia.

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